L’oro di Grumolo

Dove il piano si allarga e l’orizzonte tace,

tra Vicenza e Padova s’apre una pace.

Grumolo sorge, antico e cortese,

custode di storie in ogni suo arnese.

                     Un tempo furon donne di preghiera e d’ingegno,

                     le Abbadesse che qui lasciarono il segno;

                     bonificarono il fango, domarono il rio,

                     facendo del campo un dono a Dio.

E crebbe lo stelo, flessuoso e pimpante,

il riso Vialone, chicco elegante;

“Piccola perla” di sapore fecondo,

che porta il vanto sin fuori del mondo.

Specchia il cielo nelle acque lucenti,

tra il mormorio dei caldi venti.

                     S’alzano poi, come sogni di pietra,

                     le Ville patrizie, rime di un’etra:

                    la Chiericati, di Palladio il genio,

                    che sfida i secoli senza un millennio,

                    e la Godi Piovene, col parco profondo,

                    porte aperte su un nobile mondo.

 Grumolo vive tra solchi e memorie,

 scruta il futuro tra vecchie vittorie;

  terra di riso, di ville e di sole,

   che narra bellezze senza parole.

 

(elaborazione di G. A. Bertoli)